Il 10 febbraio 2026 il Segretario Generale FIM CISL Ferdinando Uliano ha confermato l’efficacia dell’”accordo premio di competitività in Ferrari” siglato il 13 febbraio 2023. Con il rinnovo attuato nel 2026 l’ammontare del premio risulta pari a 14.900 euro per il settore Sports Car and Lifestyle e a 14.498 euro per la Scuderia Ferrari.
Anche se antecedente all’approvazione della legge n.76 del 2025, l’accordo di febbraio 2023 contiene pratiche ed istituti partecipativi frutto di un accordo sindacale che mette al centro le persone e il mondo del lavoro, sinonimo di una doppia eccellenza, sindacale ed industriale.
La struttura dell’accordo prefigura già la ratio sottostante: la partecipazione. Il primo capitolo dal titolo “Partecipazione in azienda” prevede la conferma di cinque commissioni, attuando quell’attività di partecipazione prevista dal CCSL. Il secondo capitolo, “Premio di produttività”, disciplina la partecipazione dei lavoratori ai risultati aziendali, come elemento di motivazione e coinvolgimento delle persone nella gestione aziendale.
La partecipazione in azienda
Coerentemente ai dettami del CCSL vengono confermate cinque commissioni: La Commissione salute e sicurezza sul lavoro, la Commissione organizzazione e sistemi di produzione, la Commissione servizi aziendali, la Commissione verifica assenteismo e la Commissione per la attività formative.
La Commissione salute e sicurezza sul lavoro persegue prerogative da sempre fondamentali nell’ambiente Ferrari, il rispetto dei diritti internazionalmente affermati e la protezione dell’integrità, della salute, dei diritti e del benessere dei lavoratori, nello svolgimento delle loro attività. La Commissione è composta dagli RLS eletti o designati nell’ambito delle RSA delle organizzazioni sindacali firmatarie il vigente CCSL, mentre per la parte aziendale dal Responsabile HR, dal RSPP, dai tecnici aziendali competenti in materia e dal medico, ove necessario. Tra i compiti della commissione figura, a livello esemplificativo e non esaustivo, il coinvolgimento di tutti i lavoratori nella realizzazione di un’efficace azione per il miglioramento della sicurezza, l’erogazione di formazione specifica in ambito sicurezza e prevenzione e la valutazione dei rischi dei processi lavorativi. Vengono scanditi incontri mensili al termine del quale il RSPP dovrà redigere un apposito verbale di incontro.
La Commissione organizzazione e sistemi di produzione è composta da otto componenti per la parte sindacale, individuati secondo le regole del CCSL e, per la parte aziendale dal Responsabile HR e dai Responsabili, delle varie aree tecnologiche. La riunione della Commissione avviene su richiesta di una delle parti ed esaminerà le ricadute occupazioni all’interno delle varie aree tecnologiche a fronte di significative modifiche tecnologiche/organizzative.
La Commissione servizi aziendali prevede otto componenti per la parte sindacale, individuati secondo le modalità descritte dal CCSL e rappresentanti designati dalla Direzione per la parte aziendale. Il compito affidato alla Commissione, oltre a quelli delineati dal CCSL, è quello di esaminare le tematiche sociali particolarmente rilevanti per la popolazione aziendale, a livello esemplificativo il servizio mensa e il servizio di parcheggio per i dipendenti, oltre a servizi di interesse generale come iniziative di supporto alle famiglie. Le riunioni avranno cadenza almeno semestrale.
La Commissione verifica assenteismo è composta da cinque componenti per la parte sindacale e dai rappresentanti individuati dalla Direzione per la parte aziendale, con lo scopo di verificare l’andamento del tasso di assenteismo per malattia a livello aziendale e proporre possibili azioni volte al contenimento. La cadenza degli incontri di questa Commissione è quadrimestrale.
La Commissione per le attività formative ha il compito di proporre iniziative di formazione coerenti con il fabbisogno aziendale, riunendosi ogni sei mesi per proporre nuove iniziative formative e valutare i percorsi già in essere. La composizione prevede otto RSA su designazione di ciascuna organizzazione sindacale firmataria l’accordo in esame e dei rappresentanti individuati dalla Direzione per la parte aziendale.
Il Premio di produttività
Come evidenziato precedentemente, la partecipazione dei lavoratori ai risultati aziendali era un presupposto perseguito dalle parti. Viene confermato dunque il premio di competitività, legato ad andamenti economici aziendali in un’ottica di partecipazione, competitività e redditività. Il premio di competitività Sports Car and Lifestyle è composto da quattro fattori: l’indicatore di produzione, l’indicatore economico, l’indicatore ESG (Environmental Social Governance) e l’indicatore gestionale qualità ed affidabilità prodotto. In merito agli ultimi due indicatori, la rilevazione è svolta tramite incontri paritetici quadrimestrali finalizzati all’illustrazione da parte aziendale degli andamenti degli indicatori. Il premio di competitività Scuderia Ferrari, a sua volta, è ridefinito da tre fattori: l’indicatore di Affidabilità e Qualità, l’indicatore Sportivo e l’indicatore ESG. Elemento peculiare per entrambi i premi è il ricalcolo del premio, su base individuale, tenendo conto delle ore non lavorate, rispetto alle teoriche di calendario lavorativo; a tal fine non verranno considerate le ferie, le ore di assemblea sindacale retribuita, i permessi sindacali retribuiti, gli infortuni sul lavoro, i permessi, i congedi per maternità, per lutto del coniuge, per matrimonio, permessi per donazioni di sangue e per svolgimento di attività di pubblico servizio emergenziale. L’elemento di connessione tra l’accordo in esame e la legge 76 del 2025 sta in una delle modalità di erogazione previste per il premio di competitività, per la quale è consentita la conversione di parte del PdR in azioni entro un importo massimo di 3 mila euro, tenendo in considerazione il piano di azionariato già proposto da Ferrari alla generalità dei dipendenti beneficiari, in relazione al contratto di lavoro diretto e della sussistenza dei requisiti di legge. La possibilità di conversione sarà offerta a quei dipendenti che rientrano nella fascia di reddito individuata e che abbiano mantenuto aperta la posizione individuale di azionisti. L’attenzione rivolta da un’azienda come Ferrari alla partecipazione dei lavoratori non deve essere vista come un traguardo irraggiungibile, ma deve fungere da motore per il panorama industriale (e non solo) italiano verso un sistema di relazioni industriali sempre più improntato al dialogo, alla condivisione e alla, per l’appunto, partecipazione. Con la legge 76 del 2025 viene dato anche un paradigma legislativo a quelle pratiche preesistenti, sintomo di una volontà di fare partecipazione ancor prima di una legge ad hoc, a dimostrazione dell’innovazione e della modernità che pratiche ed istituti partecipativi possono offrire al sistema di relazioni industriali italiano.