A seguito dei lavori svolti dalla Commissione Nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori presso il CNEL, tra le pratiche riconosciute come “buone prassi” tramite il “bollino CNEL”,[1] figurano gli istituti partecipativi realizzati dal Gruppo A2A, concernenti la partecipazione economico e finanziaria,[2] la partecipazione organizzativa[3] e la partecipazione consultiva.[4]
La partecipazione economico e finanziaria, definita dal testo normativo come “la partecipazione dei lavoratori ai profitti e ai risultati dell’impresa, anche tramite forme di partecipazione al capitale, tra cui l’azionariato”[5] si realizza, nel caso di specie, tramite un piano di azionariato diffuso. Nello specifico il piano ha previsto 3 distinti momenti di assegnazione di azioni senza alcun esborso per i dipendenti del Gruppo A2A, uno del 2025, uno nel 2026 e uno nel 2027, oltre ad offrire ai dipendenti la facoltà, su base volontaria, di acquisto di azioni a condizioni agevolate, usufruendo in entrambi i casi di esenzioni contributive e fiscali in relazione alle azioni assegnate. Il piano A2A Life Sharing ha previsto la fase dell’assegnazione gratuita di azioni durante l’estate e la fase di acquisto, invece, in autunno. In merito alla fase di acquisto ulteriore incentivo è la pratica di matching prevista, consentendo al lavoratore di ricevere azioni matching a seconda del numero di azioni acquistate in maniera inversamente proporzionale rispetto alla qualifica contrattuale: 1 azione matching per ogni azione acquistata dagli operai, 1 ogni 3 per i quadri e 1 ogni 5 per i dirigenti. Il piano fornisce anche informazioni in merito al lock up delle azioni, precisamente le azioni assegnate gratuitamente e quelle matching non possono essere vendute o trasferite prima di 3 anni, mentre quelle acquistate possono essere vendute o trasferite dopo 1 anno. Parallelamente, il Gruppo A2A ha deciso di impegnarsi per fornire l’adeguata formazione all’intera popolazione aziendale su temi di educazione finanziaria, tramite corsi e-learning, video tutorial e sezioni con FAQ.
Tra gli istituti partecipativi riconosciuti come “buone prassi” dal CNEL, oltre a quelli di natura economico e finanziaria, vi sono anche pratiche di partecipazione organizzativa e consultiva. La partecipazione organizzativa, definita dalla legge come “il complesso delle modalità di coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni relative alle varie fasi produttive e organizzative della vita dell’impresa”,[6] è realizzata dal gruppo A2A tramite il Protocollo di relazioni industriali firmato il 18 dicembre 2025. Nello specifico l’accordo fa riferimento alla conferma dell’operatività dell’organismo bilaterale denominato “Osservatorio tecnico gruppo A2A” il quale condivide approfondimenti, analisi e momenti di confronto su tematiche trasversali al Gruppo, convergendo verso decisioni comuni e strategiche, diffondendo best practice a livello settoriale. La composizione prevista comprende 16 componenti, di cui 8 di parte sindacale in rappresentanza delle organizzazioni sindacali stipulanti il Protocollo e altrettanti di parte aziendale, in modo da mantenere la pariteticità del comitato. Gli incontri saranno calendarizzati su base annua per ciascuna delle tematiche di azione dell’Osservatorio Tecnico, tra cui: scenari economici, strategie industriali, politiche occupazionali; formazione; inclusione, pari opportunità, diversity e ageing management; welfare e New Ways Of Working (NWOW); sicurezza del lavoro.
Anche gli istituti partecipativi di consultazione sono stati ritenuti dal CNEL una buona pratica realizzata dal gruppo A2A tramite il, già citato, Protocollo di relazioni industriali. La partecipazione consultiva consiste nella “la partecipazione che avviene attraverso l’espressione di pareri e proposte sul merito delle decisioni che l’impresa intende assumere”[7]. Nel caso specifico vengono definiti 3 livelli di interlocuzione: a livello di gruppo, a livello di area/business unit e a livello aziendale. Il primo livello, quello di gruppo, prevede incontri su base annuale tra le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali/regionali firmatarie e il Coordinamento Rsu Gruppo A2A[8] per la parte sindacale e l’AD del gruppo, la Direzione del Personale e la Direzione Relazioni Industriali per la parte aziendale. Le tematiche di interesse dell’interlocuzione a livello di gruppo riguardano tematiche di interesse generale e trasversale a più business unit, tra cui il piano industriale, i risultati economici del gruppo, l’andamento economico e produttivo, le ristrutturazioni e acquisizioni e, a livello esemplificativo e non esaustivo, linee generali a livello di formazione, salute e sicurezza. Il secondo livello di interlocuzione è a livello di area o business unit e prevede per la parte sindacale le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali/regionali con il Coordinamento Rsu di Area[9] e Rsu competenti, mentre per la parte aziendale la Direzione e la Direzione del personale di business unit e la Direzione del personale e relazioni industriali di Gruppo. Gli incontri avverranno su richiesta di una delle due parti, almeno una volta all’anno, nel corso del quale saranno trattati tematiche specifiche di area o di business unit, tra cui gli andamenti economici e i risultati della business unit, le procedure in materia di licenziamenti collettivi, la normativa in materia di premio aziendale e welfare ed infine, a titolo esemplificativo, i programmi di formazione. L’ultimo livello di interlocuzione definito dal Protocollo di relazioni industriali è il livello aziendale, al quale partecipano per la parte sindacale le Rsu in rapporto con le organizzazioni sindacali firmatarie e per la parte aziendale il Responsabile del personale, assieme alle strutture individuate per competenza. Tra le funzioni attribuite all’interlocuzione a livello aziendale, a livello esemplificativo, vi sono i programmi di attuazione del piano industriale, la situazione occupazionale, i programmi di formazione ed infine la normativa di secondo livello aziendale, tra cui la disciplina del premio di risultato e del welfare per unità produttiva.
Le pratiche partecipative qui descritte e realizzate dal gruppo A2A rappresentano una sintesi di tre delle quattro forme di partecipazione previste dalla Legge n.76 del 2025, consentendo ai lavoratori, nel caso dell’azionariato diffuso, di beneficiare con modalità dirette dei risultati conseguiti dal Gruppo, stimolando il coinvolgimento e la partecipazione alla vita aziendale. Il Protocollo di relazioni industriali, allo stesso tempo, ribadisce l’importanza dell’interlocuzione azienda-lavoratori non solo come trasmissione di informazioni unilaterale, ma come fondamento per il miglioramento delle condizioni economiche e lavorative della compagine aziendale.
[1] https://www.cnel.it/commissione-partecipazione/buone-pratiche-partecipative-riconosciute
[2] Articoli 5 e 6 della legge n.76 del 2025
[3] Articoli 7 e 8 della legge n.76 del 2025
[4] Articoli 9 e 10 della legge n.76 del 2025
[5] Articolo 2 comma 1b legge n.76 del 2025
[6] Articolo 2 comma 1c della legge n.76 del 2025
[7] Articolo 2 comma 1 della legge n.76 del 2025
[8] Organismo previsto dal Protocollo di relazioni industriali del gruppo A2A composto da 18 rappresentanti individuati tra i componenti dei coordinamenti RSU Area Energia ed Area Ambiente secondo un principio di rappresentatività delle Confederazioni all’interno del Gruppo.
[9] Le parti hanno convenuto sulla costituzione di due organismi di Coordinamento Area RSU energia e Coordinamento Area Rsu ambiente che saranno composti da 20 rappresentanti individuati tra i componenti della Rsu di ciascuna area.