Nessun luogo come Lampedusa riesce a raccontarci il presente e a farci interrogare sul futuro. L’isola siciliana, porta d’ingresso dell’Europa, terra di approdo, di accoglienza e di speranza, è il simbolo delle grandi sfide del nostro tempo: migrazioni, diritti, lavoro, sicurezza, inclusione. Per questi motivi, la Filca-Cisl ha scelto proprio Lampedusa per ospitare “Legalità e cantieri – Il futuro inizia dalle scuole”, l’iniziativa andata in scena il 9 giugno scorso e promossa dalla Filca-Cisl Sicilia, che ha trasformato l’isola in un luogo di confronto tra sindacato, istituzioni, magistratura, scuola e giovani. Una scelta dal forte valore simbolico, ma soprattutto politico e culturale: parlare di legalità a Lampedusa significa parlare di persone prima ancora che di norme, di dignità prima ancora che di regole. Significa ribadire che il lavoro regolare, la sicurezza e l’inclusione rappresentano gli strumenti più efficaci per costruire una società democratica e contrastare ogni forma di sfruttamento. La giornata si è aperta con una visita ai luoghi più rappresentativi dell’isola. La delegazione della Cisl, guidata dalla segretaria generale Daniela Fumarola, ha reso omaggio alla Porta d’Europa, monumento dedicato alle migliaia di persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo, e ha deposto una corona di fiori nel cimitero dell’isola, davanti al monumento realizzato con il legno delle imbarcazioni dei migranti. Successivamente la visita è proseguita all’hot spot gestito dalla Croce Rossa Italiana, il grande centro di prima accoglienza. Un percorso intenso, capace di ricordare che dietro ogni numero esistono storie, famiglie, sofferenze e speranze. “Essere oggi a Lampedusa – ha affermato la segretaria generale della Cisl – significa trovarsi in un luogo che negli anni è diventato molto più di un punto geografico, perché è un luogo che racconta la ricerca di un futuro migliore e che interpella ogni giorno le nostre coscienze”. La Casa della Fraternità dell’isola ha ospitato la tavola rotonda dedicata alla legalità, al lavoro sicuro e al ruolo della scuola nella formazione delle nuove generazioni. Accanto alla segretaria generale della Cisl erano presenti il segretario generale della Filca-Cisl Ottavio De Luca, il segretario generale della Filca Sicilia Paolo D’Anca, l’ex procuratore della Repubblica Michele Prestipino, il presidente della Fondazione Museo del Presente “Giovanni Falcone” Vincenzo Di Fresco, l’avvocato Cesare Placanica, rappresentanti delle istituzioni e numerosi studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “Luigi Pirandello”, guidati dal preside dell’Istituto.[1] Proprio ai ragazzi è stato affidato uno dei messaggi più importanti della giornata. Attraverso il concorso artistico “Dalla scuola alla società, l’arte e la legalità”, il sindacato ha voluto dimostrare come la cultura della legalità non possa essere trasmessa soltanto attraverso lezioni teoriche, ma debba diventare esperienza concreta, creatività, partecipazione. Perché è nelle scuole che si costruiscono i cittadini di domani. “La scuola non è soltanto il luogo in cui si apprendono conoscenze”, ha ricordato Daniela Fumarola, ma è il primo spazio nel quale persone diverse per storia, cultura e provenienza imparano a riconoscersi parte della stessa comunità. Una scuola che funziona produce cittadini più consapevoli e una società che investe nell’istruzione investe contemporaneamente nella sicurezza, nella coesione sociale e nella qualità della propria democrazia. Parole che si collegano a un altro concetto centrale dell’iniziativa: non esiste integrazione senza diritti e non esiste inclusione senza lavoro regolare. “Il lavoro rappresenta la prima infrastruttura della legalità”, ha sottolineato la leader della Cisl. “Un lavoratore con un contratto regolare, un salario dignitoso e una rappresentanza sindacale è un lavoratore libero di dire no al ricatto, allo sfruttamento, al lavoro nero e al caporalato. È una riflessione che assume un significato ancora più profondo proprio a Lampedusa, luogo che ogni giorno racconta il fenomeno migratorio”. Non a caso Ottavio De Luca ha ricordato come oggi il settore delle costruzioni sia profondamente cambiato: in molte province italiane oltre la metà degli addetti nei cantieri è costituita da lavoratori stranieri. “Legalità fa rima con immigrazione e con sicurezza sul lavoro”, ha spiegato il segretario generale della Filca-Cisl. “Il sindacato è spesso il primo punto di riferimento per questi lavoratori e per le loro famiglie. Offriamo tutela, assistenza, orientamento e opportunità di integrazione. Molti di loro diventano delegati, operatori e dirigenti sindacali, contribuendo direttamente alla crescita della nostra organizzazione. È la dimostrazione che il sindacato è uno straordinario luogo di inclusione, partecipazione e democrazia”. Accanto al tema dell’integrazione emerge inevitabilmente quello della sicurezza. Per la Filca non si tratta di un argomento da affrontare soltanto nelle ricorrenze ufficiali, ma di una responsabilità quotidiana che accompagna ogni attività sindacale. “Non esiste opera che valga una vita umana”, ha ribadito De Luca, ricordando come la Federazione abbia contribuito negli anni alla nascita di strumenti oggi fondamentali per il settore, dal Durc alla congruità della manodopera, fino alla patente a crediti e al badge di cantiere, destinato a rafforzare trasparenza e controllo nei luoghi di lavoro. “La prevenzione passa soprattutto dalla formazione”, ha sottolineato De Luca. “Grazie al sistema bilaterale e alla rete delle Scuole edili, ogni anno centinaia di migliaia di lavoratori ricevono una preparazione specifica sui temi della sicurezza. Un investimento che la Filca considera strategico e che dovrà essere accompagnato da una sempre maggiore innovazione tecnologica, con l’impiego di sensoristica, intelligenza artificiale, droni e nuovi strumenti capaci di ridurre il rischio di incidenti”. Di grande spessore anche il contributo dell’ex procuratore Michele Prestipino, che ha proposto una riflessione sulla legalità capace di andare oltre la dimensione giudiziaria. “Le mafie – ha spiegato – non cercano soltanto denaro, ma soprattutto relazioni, consenso e potere. Il settore delle costruzioni, con la complessità delle filiere degli appalti e dei subappalti, rappresenta uno degli ambiti maggiormente esposti al rischio di infiltrazioni criminali. Per questo motivo il contrasto alle mafie non può limitarsi all’azione repressiva. Ha bisogno di scuola, lavoro, welfare, istituzioni solide e corpi intermedi capaci di creare coesione sociale. Quando prevale l’individualismo e si indeboliscono i legami collettivi, si riducono anche gli anticorpi della democrazia. In questo quadro il sindacato svolge un ruolo decisivo: presidia quotidianamente i luoghi di lavoro, promuove il rispetto delle regole, intercetta situazioni di sfruttamento e costruisce una cultura della responsabilità condivisa”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’avvocato penalista Cesare Placanica, che ha sottolineato le analogie tra l’avvocato difensore e il sindacalista, e il presidente Vincenzo di Fresco, che ha ricordato che la scuola è il primo luogo in cui si costruisce la cultura della legalità, formando così persone libere e consapevoli, capaci di contribuire al bene comune. Paolo D’Anca, segretario generale della Filca siciliana, ha definito Lampedusa “il centro del mondo”. Per la Filca – ha detto – non esistono periferie quando si parla di diritti e dignità. Da questo lembo di terra affacciato sul Mediterraneo parte un messaggio destinato a tutto il Paese: la legalità non nasce nei tribunali ma cresce nelle scuole, nei cantieri, nelle imprese, nelle istituzioni e nelle comunità che scelgono di prendersi cura del bene comune”. L’iniziativa si è conclusa con il richiamo a una frase di don Pino Puglisi, simbolo dell’impegno civile contro la mafia: “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”. È forse questa la sintesi più efficace della giornata di Lampedusa. La legalità non è un gesto straordinario riservato a pochi, ma una scelta quotidiana che coinvolge tutti: lavoratori, imprese, studenti, insegnanti, istituzioni e cittadini. Da Lampedusa la Filca-Cisl rilancia così la propria missione: costruire, insieme, un’edilizia sempre più sicura, moderna e sostenibile, fondata sul rispetto delle persone e sul valore del lavoro. Perché ogni cantiere può diventare un presidio di democrazia e ogni lavoratore che torna a casa sano e salvo rappresenta la vittoria più importante di una cultura della legalità che continua a costruire il futuro, mattone dopo mattone.
[1] Al termine dell’articolo abbiamo riprodotto uno degli elaborati degli studenti presenti all’iniziativa, che ben esprime la sensibilità dei bambini verso i temi del rispetto e della solidarietà.