Guest Editors: Leonardo Becchetti, Università di Roma, Tor Vergata; Giuseppe Croce, Università di Perugia
Contesto
La letteratura economica e delle scienze sociali evidenzia come i tradizionali modelli di organizzazione del lavoro, fondati su gerarchia e controllo di matrice fordista, risultino sempre meno adeguati a interpretare le dinamiche contemporanee del rapporto tra datori di lavoro e lavoratori. Nelle imprese moderne, caratterizzate da crescente complessità, innovazione e intensità cognitiva, la creazione di valore dipende sempre più dalla motivazione intrinseca dei lavoratori e dalla cooperazione tra individui portatori di competenze eterogenee, complementari e non perfettamente sostituibili. Il contesto è oggi reso ancora più complesso dalle due grandi rivoluzioni digitali che stanno trasformando il mondo del lavoro (prima il lavoro a distanza, ora l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi) influenzando e modificando in modo decisivo anche relazioni e partecipazione dentro l’organizzazione lavorativa. In questo contesto, resta centrale un paradigma organizzativo nel quale il coinvolgimento attivo dei lavoratori nei processi decisionali rappresenta una leva cruciale sia per il benessere individuale sia per la performance d’impresa, contribuendo a maggior produttività, minore turnover e riduzione dell’assenteismo. La letteratura empirica sulle determinanti della soddisfazione di vita supporta questa prospettiva: la teoria della procedural utility mostra come il benessere non dipenda unicamente dagli esiti, ma anche dalla qualità dei processi decisionali che li generano. La partecipazione, in quanto tale, costituisce quindi un fattore autonomo di benessere.
In questo ambito l’introduzione della legge sulla partecipazione del 2025 rappresenta un passaggio cruciale nel contesto italiano, offrendo un quadro normativo che riconosce e sistematizza diverse forme di coinvolgimento dei lavoratori nella vita dell’impresa. Tuttavia, l’efficacia di tale innovazione dipenderà dalla capacità degli attori economici e sociali di tradurla in pratiche organizzative concrete, capaci di superare modelli gerarchici tradizionali e promuovere forme di governance più inclusive, anche alla luce delle trasformazioni indotte dalla rivoluzione digitale, dallo smart working e dall’introduzione dell’intelligenza artificiale.
In tale quadro, il numero monografico si propone di stimolare una riflessione multidisciplinare sui modelli partecipativi d’impresa, mettendo in dialogo economia civile, behavioural economics, relazioni industriali e analisi istituzionale, al fine di comprendere il ruolo della partecipazione nella promozione di benessere, sostenibilità e democrazia economica.
Tenendo conto di questo quadro di riferimento il numero speciale valuterà prevalentemente contributi di ricerca sviluppati all’interno dei seguenti ambiti
Impatto della legge 76/2025
Contributi che analizzino gli effetti delle diverse forme di partecipazione introdotte dalla legge su produttività, innovazione e sostenibilità, valutando anche il legame tra partecipazione e performance complessiva d’impresa.
Partecipazione e qualità del lavoro
Studi che esplorino come la partecipazione incida su autonomia, soddisfazione lavorativa ed engagement, nonché sui principali indicatori organizzativi quali turnover, assenteismo e clima aziendale.
Partecipazione e benessere (procedural utility)
Ricerche empiriche e teoriche che approfondiscano il rapporto tra partecipazione e soddisfazione di vita, mettendo in evidenza il ruolo di dignità, riconoscimento e meaningful work nei contesti lavorativi.
Economia civile e modelli d’impresa partecipativi
Contributi che analizzino imprese orientate al bene comune e modelli di governance partecipativa, evidenziando il ruolo della partecipazione nella creazione di valore condiviso.
Behavioural economics e partecipazione
Studi che approfondiscano il ruolo di fiducia, reciprocità e cooperazione nei contesti organizzativi, nonché il funzionamento degli incentivi intrinseci ed estrinseci nei modelli partecipativi.
Relazioni industriali e partecipazione
Analisi sull’integrazione tra contrattazione collettiva e forme partecipative, con particolare attenzione al ruolo e all’evoluzione delle organizzazioni sindacali.
Modelli comparati
Contributi che mettano a confronto il caso italiano con esperienze europee e internazionali (co-determinazione, ESOP, comitati aziendali), valutandone la trasferibilità e i limiti.
Studi di caso e evidenza empirica
Analisi empiriche di imprese che adottano pratiche partecipative, con particolare attenzione ai fattori di successo, alle criticità e alle condizioni di replicabilità.
Partecipazione e innovazione organizzativa
Ricerche sul superamento dei modelli gerarchici tradizionali e sull’evoluzione dell’impresa come comunità di persone orientata alla cooperazione e alla creazione di valore.
Partecipazione e rivoluzione digitale
Studi sugli effetti di smart working, intelligenza artificiale e digitalizzazione sulle forme di coinvolgimento dei lavoratori e sui modelli partecipativi.
Limiti e criticità
Contributi che analizzino le barriere culturali e istituzionali alla diffusione della partecipazione, nonché i rischi di forme di coinvolgimento puramente formali o simboliche.
Invio contributi
Nell’ambito di queste tematiche, si sollecita la presentazione di saggi originali e non sottoposti ad altre riviste di lunghezza compresa tra le 5.000 e le 8.000 parole (circa 10-15 pagine, redatte seguendo le Norme bibliografiche Sinappsi) per la pubblicazione nel numero 1/2027. I saggi dovranno pervenire alla redazione di Sinappsi (sinappsi@inapp.gov.it) entro e non oltre il 30 ottobre 2026, per essere avviati al referaggio (double blind peer review) a seguito di accettazione da parte del Comitato scientifico/editoriale della rivista. Compilare e inviare insieme al contributo la Scheda proposte.