
Creatività o sottomissione non è solo il titolo del libro scritto da Emmanuele Massagli e da Maurizio Sacconi, ma rappresenta il filo conduttore tra le pagine quale monito per una giusta applicazione delle potenzialità dell’intelligenza artificiale al mondo del lavoro.
Il testo propone un’attenta analisi storica e attuale del contesto economico e sociale italiano, caratterizzato da una stabilità incapace di tradursi in dinamismo e slancio verso l’innovazione, dovuta a fattori culturalmente radicati, quali un’elevata patrimonializzazione media delle famiglie, case di proprietà e vantaggiose reti sociali, sintomo di una cultura ormai improntata verso avversione al rischio e disvalore del fallimento. Il salto tecnologico avviato dall’Intelligenza Artificiale è portatore di opportunità straordinarie per coloro predisposti a realizzare idee innovative, tentare nuove strade, senza quell’insofferenza verso l’incognita. Investimenti tecnologici, organizzazioni di ecosistemi di ricerca attraverso la cooperazione tra governo, accademia ed industria e presenza di fondi di venture capital sono solo alcuni interventi a livello strutturale che potrebbero rendere il nostro Paese una start – up nation, attirando ingenti capitali. Necessario appare, agli occhi degli autori, un alleggerimento burocratico e fiscale, tramite norme semplici e certe frutto di una cultura regolatoria che punti ad esaltare e non a mortificare la responsabilità delle persone fisiche e giuridiche. Risulta fondamentale far prevalere la creatività sulla sottomissione nel rapporto tra gli uomini e le macchine intelligenti, in modo da innovare il modo di intendere l’imprenditorialità, non più come un involucro statico, ma come modo per sviluppare idee e progetti in prima fila, da protagonisti.
Nell’integrazione formativa viene individuata una chiave per affrontare nel migliore dei modi la transizione in atto, offrendo ai giovani quelle competenze che la società e il mondo del lavoro richiedono progressivamente, in modo da affrontare coscientemente la discontinuità sociale e professionale, evitando dunque di scambiare il paradigma imprenditore – padrone con quello macchina – padrone. Sulla carta nessuno potrà competere con l’Intelligenza Artificiale sotto il profilo delle competenze e conoscenze disciplinari, motivo per cui gli autori ritengono fondamentale sviluppare quelle abilità socio – emotive di cui una macchina, frutto di una creatività algoritmica, non potrà mai disporre. Riprendendo lo spunto del premio Nobel Edmund Phelps è richiesto all’uomo il passaggio dall’homo oeconomicus mosso solo dalla massimizzazione dell’utile economico all’homo innovaticus, colui che si autorealizza tramite la novità e l’innovazione.
Viene, dunque, indicata una nuova via per il sindacato del futuro data la quasi perfezione giuridica realizzabile dalle macchine in materia di formulazione di clausole contrattuali e compiti “datasettizzabili”, riscoprendo l’associazione sindacale come figura di accompagnamento (non solo di difesa) per i lavoratori in tutte le loro scelte inerenti al lavoro. Mancherebbe di futuribilità un sindacato improntato esclusivamente al novecentesco conflitto, incapace di cogliere le nuove prerogative dei lavoratori, desiderosi di non essere lasciati soli, sentendosi così soddisfatti, creativi e indirizzati verso la produttività.
In conclusione, riprendendo il titolo del libro, la sfida risiede nell’indirizzare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale verso la creatività, evitando di cadere nella sottomissione. Nel primo caso l’utilizzo dell’IA generativa porterà realizzazione personale e collettiva attraverso la creatività e vitalità, giungendo all’obiettivo della libertà nel lavoro. Nel secondo caso invece, abbracciando la logica della sottomissione sarà facile essere assoggettati al controllo algoritmico, depauperando la qualità del lavoro e di conseguenza della vita.
Emmanuele Massagli, Maurizio Sacconi,Creatività o sottomissione? Nuove officine d’intelligenza e libertà nel lavoro, Marcianum Press, 2025.