In questi mesi come FeLSA CISL abbiamo costruito una rappresentanza sindacale di centinaia di rider, fatta di iscritti, militanti e delegati sindacali. Questo ci ha permesso innanzitutto di ascoltare una platea che è molto eterogenea, variegata, con storie personali e percorsi professionali assolutamente diversificati, ma con un elemento in comune: vivere il lavoro tramite piattaforma come necessità e come opportunità: necessità, perché per molti questo impiego arriva dopo grandi difficoltà nel primo ingresso o rientrare nel mercato del lavoro; opportunità, perché nonostante i diversi elementi da correggere in questa nuova modalità di lavoro, ci sono degli elementi che occorre necessariamente salvaguardare perché rappresentano un valore per le persone che lavorano.
Il primo tra tutti è la libertà. Un rider autonomo è libero di scegliere quando lavorare e se accettare o meno una determinata consegna. Non regge nei termini l’accusa che i rider non possono scegliersi i clienti della piattaforma: come tutti i professionisti, non possono scegliersi i clienti, ma possono rifiutarli. Inoltre, per una componente assolutamente non trascurabile e non minoritaria, questo lavoro permette di mantenere la propria famiglia e di avere soddisfazioni anche dal punto di vista economico.
Come ultimo elemento di contesto è indispensabile fare una riflessione che parte da un interrogativo: è ragionevole applicare al lavoro su piattaforma digitale, organizzato tramite algoritmi, ma più in generale al mercato del lavoro odierno, le categorie della subordinazione e della autonomia (o della etero organizzazione) applicate nel secolo scorso? Io penso che la riflessione da portare avanti non debba essere come incaselliamo quelle categorie nel contesto attuale, ma se quelle categorie oggi hanno ancora senso di esistere, oppure se in modalità sartoriale costruiamo un insieme organico ed equilibrato per ogni attività di tutele economiche e normative, garanzie sociali, utilizzo di flessibilità e autonomia, che possa rispondere in maniere pertinente alle necessità di lavoratori e imprese.
Come FeLSA CISL riteniamo che lo strumento principale per arrivare a questo risultato sia la contrattazione collettiva. Solo attraverso il negoziato tra le Parti Sociali che rappresentano (e conoscono) complessivamente il mondo delle piattaforme digitali del food delivery si può arrivare a individuare le giuste e migliori soluzioni. Nel merito abbiamo elaborato insieme ai nostri iscritti una piattaforma sindacale individuando in maniera chiara le priorità per migliorare il lavoro dei rider. In primo luogo, è necessario intervenire nel modello organizzativo. Questo vuol dire attivare una gestione partecipativa dell’algoritmo, ovvero mettere in trasparenza e chiarezza il processo decisionale della piattaforma e allo stesso tempo limitare l’utilizzo delle prestazioni occasionali: oggi in molte città i rider si ritrovano ad aver meno consegne a disposizione perché le piattaforme aumentano in determinati momenti dell’anno la “flotta” dei rider. Limitare il numero dei rider che possono attivarsi permette di non andare in overserving, così come individuare un tetto massimo (anche attraverso la contrattazione di secondo livello territoriale) alle ore di connessione per ciascun rider alla piattaforma. Il secondo obiettivo consiste nel preservare la libertà del rider e allo stesso tempo arricchire quella autonomia di tutele: maggiore riconoscimento economico, indennizzi e valorizzazione retributiva in situazioni più disagiate (come, ad esempio, la consegna ai piani, tempi di attesa, lunghe tratte di percorrenza, fasce orarie notturne, lavoro festivo, ecc.), oltre ai diritti individuali e sociali. È inoltre determinante aumentare la legalità in questo settore. Il vero caporalato è quello realizzato dai caporali che detengono più account e li cedono per far lavorare chi è veramente in uno stato di bisogno e fragilità, magari perché senza documenti nel nostro Paese. Il tema formazione e competenze è inoltre indispensabile per aumentare la qualità del lavoro e sostenere positivamente i singoli percorsi professionali.
Oggi le Parti Sociali hanno due importanti occasioni, la prima è quella di dare soddisfazione ai soggetti che rappresentano e la seconda di affermare e testimoniare che le relazioni sindacali e industriali sono ancora in grado di generare valore, promuovere un contributo costruttivo governando il cambiamento, senza subirlo e senza restare con le lancette dell’orologio ancorate a sistemi e modelli oggi non più attuali.
[1] Articolo pubblicato su “Avvenire” in data 25 febbraio 2026 con il titolo Aiutare lavoratori e imprese attraverso la contrattazione.