Le narrazioni su ciò che accade a scuola sono spesso al centro del dibattito pubblico e, sempre più frequentemente, della cronaca. Per questo motivo, occuparsi di scuola oggi richiede un impegno responsabile e capace di studiare a fondo le sue dinamiche che, se ridotte solo ai singoli episodi di violenza che catturano l’attenzione dei media, rischiano di apparire segnali di allarme su una istituzione ormai in declino. Per non cedere a scenari catastrofici di questo tipo, è utile scegliere un focus di analisi al cui interno sviluppare ipotesi solide sulle correnti che rendono sempre più complesso riconoscere la rotta che sta seguendo la scuola italiana oggi.
È questa la prospettiva scelta dalla Università LUMSA di Roma che lo scorso 10 febbraio ha presentato l’app «Happy Teaching».[1] Sviluppato nell’ambito di un progetto PRIN 2022 finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, lo strumento nasce dalla collaborazione tra l’Ateneo, il Policlinico Agostino Gemelli di Roma e la società di sviluppo software Logix s.r.l. al fine di promuovere l’automonitoraggio del benessere psicologico e del rischio di burnout negli insegnanti. La scelta di occuparsi di scuola a partire dal costrutto di benessere psicologico è giustificata dall’analisi del dato di realtà: lo stato di salute del sistema scolastico è diventato un tema centrale nel dibattito scientifico e nelle politiche educative e viene misurato a partire dal modo in cui insegnanti e studenti vivono la loro quotidianità a scuola. Tuttavia, l’attenzione si è concentrata prevalentemente sul benessere di questi ultimi, trascurando l’altro polo (fondamentale) della relazione educativa ossia ciò che sperimentano i responsabili della formazione in termini di emozioni legate alla loro esperienza di insegnanti.[2]
L’attenzione dedicata prevalentemente agli studenti non dovrebbe sorprendere entro un panorama di studi multidisciplinari che sembrano sempre più interessati al singolo individuo e alle sue performance in termini di risultati di apprendimento analizzati attraverso le categorie dei disturbi del neurosviluppo o dei disturbi specifici dell’apprendimento. Tuttavia, isolare le abilità scolastiche individuali dai cambiamenti organizzativi che attraversano la scuola è un rischio: lo studente e il suo modo di funzionare in classe sono un indice molto utile per capire cosa succede al contesto scolastico come sistema piuttosto che configurarsi unicamente come un “sintomo” su cui intervenire attraverso interventi riabilitativi o di potenziamento degli apprendimenti.[3] In questo senso, l’app «Happy Teaching» permette di studiare da vicino un elemento decisivo che concorre a costruire la comunità scolastica ossia la relazione tra il benessere degli insegnanti e quello degli studenti, portando alla luce alcuni meccanismi impliciti della relazione educativa. In questo senso, la letteratura evidenzia che il modo in cui l’insegnante vive la scuola ha un profondo impatto su (perlomeno) tre aspetti: la relazione con lo studente; il clima della classe; il senso di autoefficacia e autostima del docente; infine, i risultati scolastici degli studenti.[4]
L’ambizione del progetto «Happy Teaching» è inserirsi in uno spazio ancora poco esplorato dell’esperienza scolastica degli insegnanti ossia il passaggio tra situazioni di stress lavorativo e l’emersione di sindromi complesse come il burnout: gli ultimi dati dell’OCSE sulla condizione occupazionale degli insegnanti nei Paesi membri evidenzia come l’Italia si collochi sopra la media rispetto a tre fonti di stress: avere troppo lavoro amministrativo da svolgere; rispondere alle preoccupazioni dei genitori; avere troppi compiti da correggere.[5] L’Osservatorio Scuola e Benessere dell’Università LUMSA ha, inoltre, osservato ulteriori indicatori che intercettano insegnanti con rischio medio-alto per la salute psicofisica: desiderio di lasciare il lavoro; presenza di sintomi psicosomatici; tensione e preoccupazione generale; cattiva gestione delle emozioni negative; problemi di concentrazione; difficoltà di adattamento; ansia. Rispetto a tali indicatori, i docenti italiano interpellati si posizionano ancora una volta sopra la media della popolazione generale osservata dall’OMS sul secondo, terzo e ultimo indice.
La scommessa è che l’app «Happy Teaching» permetta agli insegnanti di implicarsi in un percorso di automonitoraggio finalizzato alla costruzione di interventi all’interno dei contesti scolastici. Entrando brevemente nel funzionamento dell’app, gli insegnanti possono scegliere volontariamente di partecipare al progetto e i dati raccolti vengono trattati in forma anonima, permettendo ai ricercatori di lavorare esclusivamente su dati anonimizzati da cui trarre le loro ipotesi interpretative su quanto segnalato dagli insegnanti. A valle della compilazione delle sezioni dell’app, che esplorano il benessere psicofisico degli insegnanti attraverso le categorie discusse finora, i dirigenti scolastici possono richiedere un monitoraggio dello stato di benessere del proprio corpo docente, ricevendo un report elaborato dai responsabili scientifici dell’app e costruito su dati anonimi e aggregati. Si tratta di un report con una funzione informativa e orientativa rispetto a potenziali interventi che il dirigente scolastico può scegliere di attivare nella sua scuola.
In conclusione, l’app «Happy Teaching» mira a diventare uno strumento di prevenzione che agisce attraverso l’automonitoraggio degli insegnanti restituendo loro la percezione di poter determinare il modo in cui sperimentano l’esperienza scolastica e di poter contare su uno spazio che accoglie le loro difficoltà per proporre, insieme ai dirigenti scolastici, interventi efficaci che sviluppino una riflessione su cosa significhi, oggi, vivere la scuola.
[1]Al seguente link è possibile visitare la pagina web del progetto:
https://lumsa.it/it/promoting-teachers-health-through-interactive-web-portal.
[2] Tra i numerosi contributi sul tema si suggerisce: Wu, W., & Lu, H. (2022), Is Teachers’ Depression Contagious to Students? Frontiers, in Public Health; Granziera, H., Martin, A.J, & Collle, R.J. (2023), Teacher well-being and student achievement: A multilevel analysis, Social Psychology of Education (DOI 10.1007/s11218-022-09751-1).
[3] Paniccia, R. M., Giovagnoli, F., Bucci, F., Donatiello, G., & Cappelli, T. (2019). La crescita delle diagnosi nella scuola: una ricerca presso un gruppo di insegnanti italiani. Rivista di Psicologia clinica, 14(1), 61-94.
[4] Si rinvia ad alcuni dei riferimenti bibliografici suggeriti in occasione della presentazione di «Happy Teaching»: Gámez-Genovart, M., Oliver-Trobat, M. F., & Rosselló-Ramon, M. R. (2025), Research on teacher well-being: a systematc review. Teaching and Teacher Education; Vo, D.T., & Allen, K.-A. (2022), A systematic review of school-based positive psychology interventions to foster teacher wellbeing, Teachers and Teaching.
[5] OCSE, TALIS 2024 Database.