Questo numero si apre con un ricordo del Professor Antonio Cocozza, stimato sociologo e docente universitario, che è stato anche punto di riferimento per la Cisl, mettendo a disposizione le sue competenze e il suo ininterrotto lavoro di studio sui processi delle organizzazioni e del lavoro. Nella sezione SegnAlazioni abbiamo voluto inserire la recensione del suo ultimo volume Il sistema impresa. Temi e problemi della sociologia del lavoro e delle organizzazioni, edito da FrancoAngeli.
Connessa esplicitamente alla relazione fra sindacato e cultura è la riflessione di Emmanuele Massagli pubblicata nella rubrica Orizzonti sindacali: cosa contraddistingue la maturità culturale di una forza sociale, in primis il sindacato?
Nella sezione Primo piano ospitiamo un contributo di Elena Prodi che presenta e commenta il primo Rapporto Cnel sulla produttività in Italia. Il testo analizza in particolar modo la produttività del fattore lavoro, ma non mancano ampi approfondimenti sulla produttività del capitale, confermando quanto già emerso in numerosi studi condotti da organizzazioni internazionali, ovvero che a partire dalla metà degli anni Novanta, l’Italia ha accumulato un ritardo strutturale nella crescita della produttività.
Lo scorso 23 settembre è stata approvata in via definitiva la legge n. 132 recante «Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale». Per questo, sempre nella sezione Primo piano, trovate una approfondita nota, redatta da Marco Lai ed Ettore Innocenti, sul provvedimento legislativo che mira a promuovere un utilizzo corretto, trasparente e responsabile dell’intelligenza artificiale, anche al fine di garantire la vigilanza sui rischi economici e sociali e sull’impatto sui diritti fondamentali di questa innovazione tecnologica.
Nella sezione Centro e periferie Ulderico Sbarra e Sara Barberotti ci offrono delle interessanti riflessioni su due temi attuali: il ruolo dei giovani, e non solo, nei processi di sviluppo e le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla vita economica dei cittadini.
Il primo articolo, quello di Ulderico Sbarra, evidenzia come, le donne in primo luogo, insieme ai giovani e ai migranti, potrebbero essere i soggetti del possibile riscatto, gli attori dinamici del cambiamento, dell’auspicabile rivoluzione demografica, del riabitare e rivitalizzare città e territori.
L’approfondimento di Sara Barberotti evidenzia come, un fenomeno che coinvolgerà sempre più tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana e del nostro benessere economico e sociale, richiede che la si riappropri del suo ruolo di guida: governare la transizione, invece, significa fare del clima non solo un terreno di allarme, ma un’occasione di rinnovamento del patto sociale.
Maria Berretta, nella sezione Europa Mondo, presenta i contenuti e le riflessioni contenute ne Il Global Gender Gap Report 2025, presentato lo scorso giugno, che analizza lo stato attuale e l’evoluzione della parità di genere attraverso quattro dimensioni chiave: partecipazione economica ed opportunità, livello di istruzione, salute e sopravvivenza, empowerment politico. I dati che emergono dal rapporto dimostrano come le donne, nel mondo del lavoro, dell’impresa e della politica, faticano ancora ad affermarsi, a causa di uno scarso investimento dei Paesi sul capitale umano femminile, che resta spesso sotto valutato e sotto utilizzato.
Nella medesima sezione, Michele Dalla Sega analizza un provvedimento introdotto dal Governo tedesco, che nell’ambito del proprio programma di governo e tra le misure al centro della possibile prossima riforma delle pensioni, prevede la cosiddetta Frühstart-Rente, un termine che, tradotto letteralmente, significa “pensione anticipata”. Si tratta di un progetto che ha l’obiettivo di iniziare a costruire una pensione fin dall’infanzia, con risorse pubbliche e capitalizzazione di lungo periodo. L’iniziativa del Governo tedesco, che nell’articolo viene presentata in modo puntuale, ha il merito di spostare l’attenzione su un punto decisivo: riportare l’educazione previdenziale e la costruzione del futuro pensionistico dei più giovani al centro del dibattito.
Mantenendo l’attenzione sui temi relativi all’organizzazione del lavoro, nella sezione Relazioni di lavoro, proponiamo al lettore due contributi, un’intervista e un articolo, sul tema dell’introduzione della settimana corta in alcuni settori produttivi.
Nel primo, Luciano Pero ci offre alcuni elementi di analisi di due casi in particolare, quelli di Luxottica e Lamborghini, dove nel 2023 sono stati sottoscritti due accordi che prevedono una rimodulazione dell’orario di lavoro. La settimana corta è un cambiamento dell’organizzazione del lavoro che può essere introdotto anche in altre aziende del manifatturiero? Quali sono le condizioni necessarie per ipotizzarlo?
L’articolo di Sara Barberotti si occupa dell’applicazione della settimana corta nel settore dei servizi privati e presenta alcuni casi di accordi sottoscritti di recenti che introducono questa innovazione organizzativa, rappresentandoci scelte e percorsi diversi, con risultati conseguenti differenziati. Resta sullo sfondo l’importanza di costruire percorsi partecipati e condivisi, che vedano coinvolte le imprese e i lavoratori, per affrontare processi di trasformazione che garantiscano benessere e produttività in modo equo ed inclusivo.
Nella sezione Documenti, ospitiamo la presentazione, a cura del Dipartimento Politiche Sociali della Cisl, del Rapporto sulla contrattazione sociale 2025: il volume raccoglie gli aspetti che qualificano la contrattazione sociale e la rendono distintiva e strategica all’interno dell’azione rappresentanza sociale della Cisl, di cui costituisce un elemento la cui conoscenza e valorizzazione sono decisive per l’intera organizzazione. I contributi presenti nel volume offrono importanti approfondimenti sui temi della contrattazione sociale, che mira a tutelare e proteggere le fragilità che colpiscono la nostra società e che deve salvaguardare un patrimonio comunitario di valori, legami e competenze che non può essere disperso.
Buona lettura