Alcune settimane fa è stato firmato l’accordo di pace per Gaza, il 17 novembre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato il piano per la fine della guerra nella striscia di Gaza, proposto dal Presidente statunitense Trump.
Nonostante questo risultato importante, ancora oggi il mondo continua a essere segnato da oltre 100 conflitti armati,[1] molti dei quali silenziosi agli occhi dell’opinione pubblica, ma devastanti per le popolazioni coinvolte. Alcuni sono internazionali, altri interni ma con implicazioni globali. Oltre alla guerra in Ucraina, sono attivi conflitti in Yemen, Siria, Etiopia, Somalia, Sudan, Myanmar, Afghanistan, Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, Mali, Niger e Sudan del Sud.
Il mondo ha bisogno di pace, ma come, dove e con chi si costruisce la pace?
Questo numero de Il Progetto è prevalentemente dedicato a questo tema, che è stato, nelle scorse settimane, al centro di una grande mobilitazione promossa dalla Cisl, “La Maratona della Pace”. L’iniziativa ha voluto riaffermare la condanna di ogni guerra e di ogni violazione dei diritti umani, promuovendo il valore della libertà, della giustizia, della solidarietà e della dignità umana come fondamento di una convivenza pacifica tra i popoli. La Maratona è stato un cammino diffuso e partecipato, aperto anche alla società civile, che ha visto numerosi momenti di incontro e sensibilizzazione a livello regionale, interregionale e territoriale, e che si è concluso il 15 novembre in una Assemblea nazionale a Roma. Nella sezione Primo Piano ospitiamo la relazione del Segretario generale Cisl Daniela Fumarola, che ha ribadito quanto sia importante dare testimonianza concreta ai nostri valori di pace e convivenza civile e promuovere una cultura di pace che non consideri mai la guerra inevitabile.
Nella stessa sezione potete leggere l’articolo di Luigi Crema, che analizza il tema della pace e della guerra secondo le regole del diritto internazionale. L’autore ci invita a riflettere su come stiamo procedendo verso una visione semplificata del concetto di pace, una visione che accoglie come valide le paci ingiuste e che segna l’inizio di una nuova epoca in cui è la politica dei blocchi, delle super-potenze internazionali, a dettare che cos’è il diritto internazionale.
A seguire, ospitiamo un contributo del sociologo Giancarlo Rovati che ci pone l’esigenza di riflettere sugli effetti in Europa della guerra in Ucraina e sul riarmo europeo, svolgendo alcune considerazioni sulla asimmetria tra “guerra di invasione” e “guerra di difesa” in corso da quasi quattro anni in Ucraina.
Ma il tema della pace non riguarda soltanto i conflitti tra Stati, tra popoli. Ci sono altri conflitti, altre minacce che incidono in maniera drammatica nella nostra della società: la violenza sulle donne, una realtà che attraversa tutti i Paesi del mondo. Il 25 novembre ricorre la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, abbiamo discusso di questo, ma in modo più ampio sul tema delle pari opportunità, con la Senatrice Cecilia D’Elia, intervistata da Maria Berretta.
Nella rubrica Società abbiamo individuato due temi, il percorso rieducativo dei detenuti e la percezione dei giovani rispetto al futuro, che riteniamo siano elementi utili alla costruzione di processi di pace all’interno della società.
Affrontiamo il tema delicato del reinserimento dei detenuti nella società con un articolo di Brigida Angeloni che esplora e presenta i contenuti del progetto “Recidiva Zero”, promosso dal CNEL in collaborazione con il Ministero della Giustizia e con un’intervista, realizzata sempre da Brigida Angeloni, a Nicola Boscoletto, presidente della Cooperativa Giotto, che dalla fine degli anni Ottanta si occupa di inserimento lavorativo dei detenuti, dentro e fuori dal carcere. Boscoletto ci offre una visione pragmatica, basata sull’esperienza, della centralità del lavoro nei percorsi rieducativi, del valore etico e valoriale di questi processi, ma anche degli ostacoli che rendono spesso impossibile la realizzazione di progetti in tale direzione.
La percezione dei giovani verso il futuro viene approfondita nell’articolo di Maria Berretta, che presenta i risultati di una recente ricerca realizzata da Ipsos per Arci, su un campione di mille giovani tra i 18 e i 30 anni, che ci restituisce uno scenario complesso ma prezioso, perché prezioso è parlare di giovani e ascoltare le nuove generazioni è un impegno che istituzioni, imprese, educatori ed organizzazioni devono assumersi. Il rapporto fa emergere il bisogno urgente di un impegno reale per garantire ai giovani opportunità di lavoro dignitose, accesso alla cultura e strumenti per rafforzare la partecipazione democratica attraverso politiche che sostengano i percorsi di crescita e autonomia dei giovani.
Nella sezione Mercati del lavoro torniamo invece ai temi di attualità che interessano il mondo del lavoro e pubblichiamo due contributi molto attuali relativi alla regolazione e composizione dei salari: l’articolo di Silvia Spattini che analizza le ragioni per le quali la Corte di Giustizia europea ha confermato la direttiva europea sui salari minimi e quello di Riccardo Fratini sulla direttiva europea sulla parità retributiva e la trasparenza salariale.
Nella stessa rubrica abbiamo inserito l’intervento di Giancamillo Palmerini sulle politiche attive presenti nella legge di bilancio, con un approfondimento sulle finalità e il funzionamento del Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL).
Concludiamo la sezione tornando ad approfondire il tema dell’Intelligenza artificiale, con un articolo di Roberta Caragnano, che sottolinea alcuni aspetti della legge quadro sull’Ia: il lavoro e la dimensione antropocentrica nella visione della legge, la centralità della formazione, il rischio algoritmico, il ruolo del sistema educativo nella integrazione nei curricoli scolastici e nello sviluppo delle competenze degli studenti.
Buona lettura.
[1] Secondo i dati dell’Uppsala Conflict Data Program, https://ucdp.uu.se/.