Il numero di giugno de il Progetto si apre con l’articolo, nella rubrica Primo Piano, di Emmanuele Massagli e Nicola Porelli, sulla riforma della previdenza complementare contenuta nella Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199): uno dei punti qualificanti della nuova disposizione – la portabilità del contributo datoriale – merita di essere analizzato con precisione, perché è proprio lì che si annida una stortura destinata a produrre effetti concreti già a partire dal secondo anno di adesione.
Gli approfondimenti della rivista proseguono nella rubrica Orizzonti sindacali, con il contributo di Fabio Nava, che propone una sintesi delle riflessioni emerse durante il convegno promosso dalla CISL Lombardia: “Energia: vero motore di sviluppo”. L’assise ha rappresentato un’occasione per interrogarsi sulla cultura delle decisioni necessaria a governare una trasformazione che riguarda imprese, lavoratori, famiglie, territori e istituzioni. Dall’energia dipendono il lavoro, la competitività industriale, la qualità della vita delle famiglie, l’intelligenza artificiale, l’acqua, la geopolitica, i territori, la democrazia. Fenomeni che non possono essere osservati separatamente se non a rischio di non capire il tempo che stiamo attraversando.
All’interno della stessa rubrica il lettore potrà trovare l’articolo di Alberto Bosco, studente laureando della LUMSA, che presenta una sintesi dell’approfondimento realizzato durante il suo lavoro di tesi di laurea, sul tema della partecipazione dei lavoratori all’organizzazione e alla gestione dell’impresa. Il focus della sua attenzione è indirizzato alla genesi costituzionale del principio della partecipazione. Infatti, attraverso un’attenta analisi dei lavori dell’Assemblea costituente, si può comprendere l’effettiva portata del principio all’articolo 46 della Costituzione che, nella sua formulazione definitiva e ad oggi ancora attuale, si inserisce entro l’ambito delle disposizioni finalizzate a determinare la cosiddetta “anima lavoristica” della Costituzione: principio capace di elevare la figura del lavoratore tramite un più vivace e attento coinvolgimento – talvolta, di natura latamente decisionale – in seno alle attività aziendali, purché con modalità tali da non pregiudicare, in radice, l’organizzazione e l’autonomia d’impresa.
A seguire, nella rubrica Storie della Partecipazione, Vittorio Di Vaio ci presenta l’Accordo Integrativo Aziendale per i dipendenti delle società Bricocenter Italia Srl e Leroy Merlin Italia Srl. L’accordo, stipulato il 19 gennaio 2026, è stato riconosciuto come buona pratica di partecipazione economica e finanziaria finalizzata al coinvolgimento dei lavoratori ai profitti ed ai risultati economici aziendali, tramite forme di partecipazione al capitale ed organizzativa.
Matteo Orlandini, nella sezione Welfare Oggi, ci presenta le caratteristiche della Prassi di Riferimento (PdR) 192, standard volontario che fornisce linee guida operative per coinvolgere le organizzazioni in uno sforzo interno di certificare le proprie modalità di lavorare sul tema della conciliazione lavoro-famiglia.
Si tratta di documento tecnico, elaborato da UNI-Ente nazionale per la normazione, Dipartimento Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio e diversi stakeholder, che raccoglie le buone pratiche condivise sul tema e le traduce in requisiti verificabili da terzi. La PdR chiede alle organizzazioni alcune scelte strutturali: ossia la definizione di una policy interna formale, approvata dall’alta direzione, che impegna l’azienda su maternità, paternità, cura e benessere familiare, diffusa all’interno e oggetto di formazione e monitoraggio.
Nella rubrica Società presentiamo due contributi: il primo, di Beatrice Curci, ci propone una riflessione sull’impoverimento cognitivo nell’era digitale. Gli scienziati evidenziano una progressiva riduzione della capacità di concentrazione profonda, di elaborazione critica e di mantenimento delle informazioni causato dall’elevato numero di informazioni e sollecitazioni che il nostro cervello riceve quotidianamente. La ricerca indica come possibile contromisura l’integrazione tra lettura, attività fisica e stimolazione cognitiva. La lettura e il movimento agiscono come alleati biologici: la prima allena i circuiti del linguaggio e della comprensione, il secondo nutre la plasticità cerebrale.
Il secondo contributo nella stessa sezione, si occupa invece dell’emergenza abitativa che, negli ultimi decenni, ha riguardato quella parte di cittadini con redditi insufficienti a poter sostenere l’acquisto o la locazione ai prezzi del mercato. Fabrizio Esposito ci offre una lettura del Piano casa, un programma di interventi che si presenta come finalizzato a rilanciare le politiche abitative nazionali e a fornire risposte al crescente disagio abitativo sul territorio nazionale. L’intervento però non è privo di carenze e contraddizioni e rischia di non rispondere ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione.
Buona lettura.