Il primo numero de Il Progetto di quest’anno si apre con un articolo di Emmanuele Massagli, inserito nella rubrica “Primo Piano”, dedicato alle novità della Manovra di bilancio 2026 di particolare interesse per i lavoratori e, di conseguenza, per le organizzazioni sindacali. Si tratta di interventi migliorati in esito al dialogo tra il Parlamento e le parti sociali. Di particolare interesse è il grande rilancio della partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa. Pratica riscoperta dalla legge promossa dalla CISL (15 maggio 2025, n. 76) e divenuta vera e propria alternativa alla tradizionale contrattazione di produttività con la legge di bilancio in vigore dal primo gennaio di quest’anno.  Grazie alla legge di iniziativa popolare si ottiene una maggiore libertà nella realizzazione di strumenti di partecipazione virtuosa ai risultati di impresa, vantaggiosi tanto per il lavoratore, che beneficia dell’aliquota sostitutiva, quanto per l’impresa, che ottiene maggiore produttività e migliore il clima interno.

La nuova rubrica “Storie della Partecipazione” ospita un articolo di Vittorio di Vaio, giovane ricercatore della nostra Fondazione, che presenta il primo accordo attuativo della legge sulla Partecipazione in Romagna, sottoscritto in una società cooperativa di Forlì. L’autore presenta la metodologia utilizzata per applicare l’accordo attraverso la costituzione di una Commissione unica di partecipazione, sotto forma di organismo paritetico, che rappresenta un vero e proprio tavolo tecnico–politico e incorpora tutte le quattro tipologie di partecipazione individuate dalla legge 76 del 2025. Nei prossimi numeri della rivista, ospiteremo nella stessa sezione altri articoli di presentazione di accordi attuativi della legge sulla partecipazione in altri settori produttivi e in altri territori. Gli stessi potranno essere letti autonomamente anche sul sito dedicato: partecipazione.fondazionetarantelli.it

Nella sezione “Mercati del lavoro” abbiamo inserito un articolo su un tema di frontiera che merita attenzione e approfondimento: l’utilizzo del machine learning per la profilazione statistica dei centri per l’impiego. Il machine learning è quella branca dell’intelligenza artificiale (IA) che comprende una famiglia di algoritmi e tecniche matematiche progettate per permettere ai computer di apprendere caratteristiche e meccanismi presenti nei dati e, tramite questa conoscenza, generare previsioni. L’autrice, Maria Cristina Maurizio, ci spiega come l’uso di questi algoritmi in contesti sociali porti con sé il rischio di iniquità e discriminazione. Un possibile caso di discriminazione potrebbe verificarsi qualora un gruppo di soggetti venisse considerato ad alto rischio di disoccupazione semplicemente a causa di una specifica caratteristica che possiede. D’altro canto, un utilizzo accorto delle tecniche di machine learning, insieme a una gestione consapevole degli squilibri nei dati, può migliorare sensibilmente la capacità predittiva dei Sistemi pubblici per l’impiego.  Per questo è importante conoscere questi strumenti innovativi e vigilare sulla loro applicazione etica e trasparente.

Nella rubrica “Orizzonti sindacali” trovate un contributo di Ettore Innocenti e Marco Lai: si tratta di una nota tecnica sulla sentenza n. 156 pronunciata dalla Corte costituzionale nell’ottobre dello scorso anno, in tema di rappresentanze sindacali aziendali e rappresentatività comparata nazionale. In particolare si tratta del ricorso da parte del sindacato ORSA, circa la richiesta di valutare la natura antisindacale del diniego opposto da una Società di trasporti alla costituzione di una rappresentanza sindacale aziendale (RSA) e la conseguente estromissione della sigla sindacale dai tavoli negoziali aperti a livello aziendale. La sentenza della Consulta, anche ai fini del riconoscimento dei diritti sindacali di cui all’art. 19 e seguenti della legge n. 300, del 1970, valorizza la nozione di “associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”. Tale riferimento, piuttosto che il richiamo al criterio della maggiore o significativa rappresentatività, contribuisce a mitigare il rischio della costituzione di RSA titolari delle agibilità sindacali del titolo III dello Statuto dei lavoratori, nell’ambito di organizzazioni sfornite di una rappresentatività effettiva. Una sentenza molto discussa in dottrina, che è bene che sia riflettuta da tutti coloro che “fanno sindacato”.

I contenuti emersi nel Rapporto Svimez 2025 sono il tema dell’articolo di Maria Tarnita  (altra giovane ricercatrice della Fondazione Tarantelli) nella rubrica “Società”: gli esiti del lavoro dell’Associazione per lo SViluppo dell’Industria nel MEZzogiorno racconta un Sud che finalmente crea nuova occupazione, ma continua a perdere competenze, salari e prospettive. La ripresa economica, trainata dal PNRR e dagli investimenti pubblici, non è sufficiente a trattenere una generazione di giovani e laureati che cercano altrove stabilità, retribuzioni più alte e servizi essenziali. Infatti il rapporto dedica grande attenzione a quella che definisce «la trappola del capitale umano»: l’Italia forma giovani altamente qualificati, ma non riesce a trattenerli. Proprio su questo Svimez punta l’attenzione ed insiste sulla necessità di rafforzare università, ricerca e politiche industriali, soprattutto nella formazione professionalizzante.

Nella stessa sezione presentiamo un articolo di Flavia Palaferri sul tema dei beni confiscati alla mafia e messi a disposizione della comunità per offrire occupazione. Sono soprattutto le cooperative sociali che dimostrano la capacità di valorizzare questi beni di adattarsi e rispondere in modo flessibile alle esigenze mutevoli delle comunità che li ospitano, operando in modo radicato nei territori e costruendo soluzioni dal basso per rispondere a fragilità locali e valorizzare risorse spesso inespresse. Attraverso modelli di imprenditorialità sociale questi beni possono diventare vere e proprie infrastrutture di lavoro, capaci di generare occupazione, sviluppare competenze e produrre capitale sociale positivo. In particolare l’articolo presenta quattro progetti di imprenditorialità sociale realizzati in Campania e finanziati dalla Fondazione con il Sud.

Infine, nella sezione “Documentazione” di questo numero abbiamo inserito la sintesi del VII Rapporto OCSEL dell’Osservatorio Cisl sulla contrattazione decentrata che analizza i dati relativi al periodo del 2021-2024 e fotografa un quadriennio molto vivace per la contrattazione aziendale e territoriale italiana. Oltre 4.300 accordi analizzati raccontano come il sindacato abbia accompagnato e sostenuto il Paese dall’emergenza pandemica alla normalizzazione economica, facendo della contrattazione decentrata lo strumento principale per governare le trasformazioni del lavoro.

Il secondo documento della sezione è rappresentato dalle schede sintetiche relative alla ricerca realizzata dalla Fondazione Corazzin per la Filca del Veneto Partecipare il presente, sulla partecipazione dei lavoratori nella gestione e redditività d’impresa. 

Si tratta di uno studio specifico per indagare le potenzialità di applicazione della legge in merito, in particolare, all’articolo 5 che definisce la “Distribuzione degli utili” (lo stesso oggetto della riflessione del Presidente Massagli all’inizio del volume). La proiezione messa a punto da Fondazione Corazzin individua quante e quali siano in Veneto le imprese della filiera delle costruzioni che presentino potenziali interessanti spazi di applicazione della legge sulla partecipazione rispetto, appunto, allo strumento della redistribuzione dei redditi per i propri lavoratori e lavoratrici: imprese, dunque, verso cui poter mirare la contrattazione sindacale per rendere concreta a tutti gli effetti una delle forme di partecipazione dei lavoratori previste dalla legge.

La sezione si chiude con una tabella sintetica, ma estremamente densa e molto preziosa, delle principali disposizioni in ambito di lavoro dipendente (e non solo), contenute nella legge di bilancio 2026, redatta da  Nicola Porelli, neo-componente dell’Ufficio Studi della Fondazione Tarantelli.

Buona lettura.