Il numero di ottobre de Il progetto si apre con un contributo di Maurizio Sacconi, inserito nella rubrica Primo Piano, sul Libro Bianco, a 25 anni dalla sua pubblicazione. L’autore traccia un bilancio di quanto attuato nel mercato del lavoro in questo arco temporale, in cui, nonostante l’aumento significativo degli occupati, l’Italia resta il fanalino di coda europeo per tassi di occupazione e di attività. Le indicazioni del Libro Bianco restano ancora attuali, a partire dal tema della personalizzazione dell’incontro domanda offerta, secondo cui il collocamento dovrebbe essere mirato a “quella” persona, per “quella” impresa, perché nella grande trasformazione del lavoro ogni lavoratore, come ogni datore di lavoro, ha caratteristiche originali che devono essere tenute in considerazione per favorirne l’incontro.

Nella sezione Società, Marco Lai, presenta una riflessione sull’enciclica di Papa Leone XIV Magnifica humanitas. L’autore dichiara in premessa, che questa non è un’enciclica sull’Intelligenza artificiale, ma su ciò che caratterizza e distingue l’essere umano.

Nella sezione Europa Mondo il lettore trova due contributi riguardanti la Conferenza annuale del Turi Network che si è tenuta a Varsavia nel mese di ottobre.  Ilaria Carlino fornisce un resoconto dell’iniziativa, alla quale hanno partecipato la Fondazione Ezio Tarantelli e il Centro Studi CISL, membri del Network, è stata organizzata da ETUI in cooperazione con l’Istituto di Affari Pubblici (IPA) e l’ufficio Syndex e ospitata dalla Commissione parlamentare per la politica sociale presso il Parlamento polacco.

L’occasione offerta dalla Conferenza del Turi Network, ribadisce l’importanza cruciale per gli istituti di ricerca sindacale europea di disporre di spazi regolari di incontro. In un contesto caratterizzato da trasformazioni profonde e rapide, l’azione sindacale non può infatti prescindere da basi scientifiche e analitiche rigorose.

Il secondo contributo è rappresentato dall’intervento svolto da Emmanuele Massagli, Presidente della Fondazione Tarantelli, che abbiamo mantenuto nella sua versione originale in lingua inglese. Il contributo ha avuto l’obiettivo di presentare i recenti sviluppi sulla partecipazione dei lavoratori all’impresa in Italia, a partire dall’introduzione della legge 76/2025.

Nella rubrica Storie di Partecipazione Vittorio Di Vaio presenta i contenuti delle pratiche partecipative introdotte nell’azienda Roche S.p.A. Le strutture territoriali di FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL hanno sottoscritto un accordo finalizzato all’implementazione del dialogo, alla crescita della partecipazione e la costituzione di una comunità ROCHE capace di conciliare le esigenze di efficienza aziendale con la dignità e il benessere dei lavoratori tutti.         

Il sistema di relazioni industriali realizzato negli anni dalle parti sociali, improntato consensualmente sulla collaborazione e sulla partecipazione, si è, fin da subito, basato sulla trasparenza nelle scelte strategiche, sulla condivisione dei piani relativi ai cambiamenti e alle trasformazioni e sul dialogo sociale, ritenuto il meccanismo cardine per l’inquadramento delle problematicità.

Nella sezione Centro e periferie, pubblichiamo un articolo di Francesco Cattaneo: il contributo prende spunto dai principali temi emersi nel Corso per dirigenti e operatori CISL Abitare il territorio e contesti metropolitani, diretto da Ulderico Sbarra che si è svolto al Centro Studi Formazione Cisl di Firenze nell’aprile scorso, dedicato alle trasformazioni economiche, sociali e demografiche dei territori e alle loro implicazioni per l’azione sindacale. In una fase storica caratterizzata da transizioni profonde e nuove fragilità sociali, il sindacato è chiamato sempre più a svolgere una funzione di connessione: sviluppare relazioni tra istituzioni, imprese, terzo settore e comunità locali, rafforzare la coesione sociale e contribuire a trasformare risorse e politiche pubbliche in miglioramenti concreti della qualità della vita. In un paese segnato da forti differenze territoriali e da una crescente polarizzazione sociale, questa funzione diventa decisiva anche per evitare che le transizioni economiche e demografiche producano nuove forme di esclusione e marginalità. 

“Abitare il territorio” significa allora anche questo: ricostruire legami sociali dentro un mondo che cambia rapidamente, sviluppando linguaggi e strumenti capaci di interpretare trasformazioni sempre più profonde e complesse.

Buona lettura!