Il numero di settembre de Il Progetto si apre con un ricordo di Guido Baglioni, scomparso il primo settembre scorso. Luigi Lama, autore del contributo, traccia il percorso biografico e professionale del sociologo, con particolare attenzione all’intenso rapporto e impegno che Baglioni ha avuto con la Cisl: è davvero enorme l’apporto che ha dato alla sociologia, ai sindacati e alla Cisl in particolare. Ci lascia un grande patrimonio di scritti da leggere e rileggere. Ha saputo offrire dei contributi che, anche dopo decenni dalla pubblicazione, aiutano ad affrontare la complessità dell’agire sindacale odierno, focalizzando problemi e aprendo scorci di prospettiva. 

Nella rubrica Relazioni di lavoro Germana Caruso e Angelo Marinelli offrono un interessante contributo sul tema del Lavoro pubblico e della valorizzazione del merito. Un’analisi dettagliata di quanto previsto dalla legge 119/2026, che presenta promesse sul riconoscimento del percorso professionale dei lavoratori del pubblico impiego, ma di cui vanno riconosciute le criticità di attuazione. Infatti la normativa prevede criteri e modalità di valutazione già messi in campo in passato, che non hanno dato gli esiti sperati, dall’altra però viene introdotto il tema del rafforzamento degli strumenti di passaggio del personale ritenuto meritevole verso l’area della dirigenza, come pure la promozione del ruolo della formazione, iniziale, continua e mirata, nella valutazione individuale del personale dirigenziale e non dirigenziale. Purtroppo la riforma non è stata preceduta da un dibattito preliminare esauriente sia sulle sue finalità, che sulle possibilità applicative e soprattutto è mancato del tutto il coinvolgimento e la condivisione degli “attori sociali”, non solo delle OO.SS., ma anche degli stessi “addetti ai lavori”.

Nella stessa rubrica il lettore può trovare l’interessante intervista di Maria Berretta ad Aurora Blanca, sui temi della parità di genere, del lavoro e della contrattazione come leve di cambiamento. Il dialogo fa emergere come alcuni strumenti, quali ad esempio la direttiva sulla trasparenza retributiva, possano contribuire alla riduzione del gender pay gap, perché rendono visibili differenze che spesso restano sommerse, frammentate o considerate fisiologiche. Anche le politiche di conciliazione sono strumenti indispensabili, ma la loro efficacia dipende da come vengono progettate e applicate, altrimenti rischiano di rafforzare lo stereotipo secondo cui il lavoro di cura resta una responsabilità femminile e diventano  potenzialmente un freno alla crescita professionale.

Nella sezione Welfare oggi, il contributo di Ermanno Cova presenta l’esperienza realizzata in WILA (Welfare Integrativo Lombardo dell’Artigianato), un fondo di secondo livello, istituito dalla contrattazione collettiva regionale dell’artigianato, per affiancarsi al fondo nazionale, San.Arti., costituito tre anni prima, nel 2012. Il Fondo conta ad oggi 220 mila assistiti complessivi, includendo fra gli aventi diritto alle prestazioni anche i titolari e i soci delle aziende artigiane. La caratteristica interessante di WILA è che prevede prestazioni di natura complementare a quelle già offerte da San.Arti.: supporto a favore di figli disabili, affetti da autismo o DSA; contributi per le rette dell’asilo nido; contributi per apparecchi odontoiatrici destinati ai figli; indennità di maternità e paternità; un pacchetto maternità a favore di coniugi e conviventi; prestazioni a favore di genitori e suoceri non autosufficienti.

Nella rubrica Storie di partecipazione Vittorio di Vaio presenta l’accordo di partecipazione realizzato in 

Autostrade per l’Italia S.p.A.. Le parti firmatarie hanno voluto realizzare un nuovo sistema di relazioni improntato sulla trasparenza, capace di accrescere il grado di coinvolgimento e partecipazione nelle scelte e nelle future decisioni condivise, tramite un miglioramento del sistema di informazione e comunicazione tra azienda e lavoratori. A tal fine è stato istituto il Comitato di Relazioni Industriali del gruppo ASPI, composto in maniera paritetica dalle OO.SS. Nazionali stipulanti il CCNL applicato e la Direzione Human Capital del Gruppo. Il protocollo ha inoltre previsto un ulteriore livello di interlocuzione, alla luce della particolare organizzazione interna di Autostrade per l’Italia S.p.A., ossia i Comitati di Relazioni Sindacali delle Direzioni di Tronco. Tali comitati, a cui vengono affidate funzioni da svolgersi tramite incontri trimestrali, sono composti da un componente per ogni singola Organizzazione Sindacale stipulante il CCNL e la Direzione Aziendale di ogni Unità Produttiva. Sarà quindi fondamentale il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori all’interno dei Comitati: maggiore sarà la loro formazione, migliore potrà essere il loro apporto professionale alle proposte e ai pareri richiesti agli organismi bilaterali.

Nella sezione Europa Mondo, il contributo di Marcello Poli fa il punto sui due incontri, realizzati nello scorso mese di luglio, tra la CISL e la FKTU (Free Korean Trade Unions): il primo incontro ha avuto luogo nella sede della CISL nazionale, con il Segretario Confederale Mattia Pirulli, gli operatori e i responsabili dei dipartimenti internazionale, mercato del lavoro e contrattazione, che hanno incontrato una delegazione di 14 sindacalisti delle strutture FKTU delle Regioni Gyeongbuk e Gyeonggi. Due giorni dopo, una seconda delegazione di FKTU, proveniente dalla struttura regionale di Seul, ha invece incontrato una corposa delegazione dell’UST Firenze Prato al Centro Studi CISL di Firenze. L’interesse prioritario delle delegazioni coreane è stato quello di comprendere le caratteristiche di formulazione e attuazione delle politiche sul lavoro in Italia, riguardanti in particolare i sistemi di flessibilità del mercato del lavoro e stabilità occupazionale, del sistema di contrattazione e di risoluzione dei conflitti, e in generale il funzionamento dei sistemi di rappresentanza, relazioni industriali e dialogo sociale nel nostro Paese.

Nella sezione Società il lettore può trovare l’articolo di Silvia Romoli che prende spunto dalla ricorrenza, nel 2026, degli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, padre del Cantico delle creature, tra i primi testi che riportano il verbo morire e il sostantivo morte (entrambi derivanti dal latino, mors e mori).

A partire dal testo di San Francesco, l’autrice dipana una riflessione sul rapporto dell’essere umano con la morte e con la vecchiaia, che è la fase della vita per natura più vicina alla morte. 

Infine, nella sezione Documentazione abbiamo inserito la sintesi del Libro Verde per il Patto sociale: costruiamo insieme l’Italia di domani, il testo in cui la CISL presenta undici punti che rappresentano le priorità della Cisl su crescita, lavoro, fisco, welfare e partecipazione.

Buona lettura!